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    Muffa in casa? Rimozione a carico dell’inquilino o del proprietario?

    La muffa, il grande problema delle nostre case, chi non si é trovato a combattere contro questo fungo, ma vediamo come affrontare la spesa nel caso di muffa nel proprio immobile locato.

    Intanto c’é da dire che la muffa si forma su elementi costruttivi a causa di costante o permanente umidità. Bisogna chiarire quindi da dove deriva l’umidità:

    • può provenire da pentole, costantemente sotto vapore nel locale (o sopra o sotto), se il vapore non riesce ad uscire;
    • può semplicemente essere prodotta dagli abitanti stessi: ogni persona quotidianamente produce 1-1,5 l di vapore; facendo la doccia si produce 1 l di vapore, gli essiccatori per biancheria ne formano 1-3,5 l, e addirittura fiori e piante ne forniscono 0,5-1 l;
    • attraverso punti non stagni, a contatto con il terriccio, può penetrare dall’esterno;
    • in certe condizioni si forma completamente da sola in qualità di condensa (rugiada) su parti di una costruzione confinanti con l’esterno: dietro l’armadio, in bagno, nell’angolino.

    In questi casi probabilmente si tratta di muffa, formatasi per isolamenti termici sbagliati ed areazione insufficiente.

    Si forma condensa sui muri, anche se non così rapidamente, se:

    • la parete è isolata male;
    • il locale è arieggiato male (ad es. a causa dell’installazione di finestre stagne per risparmio energetico, senza contemporaneamente aver provveduto al risanamento termico dei muri);
    • la condensa formatasi con basse temperature esterne non può uscire dal muro. Una parete esterna in condizioni normali dovrebbe essere permeabile al vapore dall’interno verso l’esterno.
    • la porta che separa una stanza non riscaldata da quelle riscaldate viene lasciata aperta: nella stanza priva di riscaldamento si forma dapprima condensa e poi muffa.

    Come prevenire allora la formazione di questo fastidioso fungo? Ecco alcuni consigli:

    • Una superficie abitabile sufficientemente ampia a persona garantisce il necessario volume d’aria per poter compensare l’umidità in eccesso;
    • Provvedere con buoni isolamenti delle parti esterne (muro, soffitto, pavimento) a produrre alte temperature sulle superfici interne;
    • Utilizzare materiali con capacità di assorbimento di vapore per mura, soffitti e arredamento, soprattutto per le superfici (quindi niente rivestimenti sintetici, carta da parati al vinile, soffitti in cemento, pavimenti in PVC);
    • Arieggiare abbondantemente e contemporaneamente rispettando i criteri di risparmio energetico: un cambio d’aria completo

    Gli inquilini di un alloggio hanno diritto ad un’abitazione esente da difetti e la muffa è un difetto pericoloso alla salute. Va comunicato per iscritto la presenza di muffa ponendo delle scadenze per la relativa rimozione. Inoltre il locatario può richiedere una riduzione del canone d’affitto e, se non si provvedesse a rimuovere il difetto,  possono chiedere il risarcimento dei danni inclusi quelli relativi a mobili rovinati dall’umidità, oltre a poter rivendicare la rimozione del difetto stesso. La controparte potrà asserire che la muffa si sarebbe formata a causa di un errato riscaldamento/arieggiamento e altrettanto chiedere la rimozione del difetto o minacciare di sciogliere il contratto di locazione.

    In conclusione, per capire chi si farà carico della spesa di rimozione della muffa dipenderà dalle cause che la producono. Andrà chiamato un perito e potrà aver luogo anche un’istruttoria ufficiale, includendo le perizie di altri esperti.

    Vale la regola che, se la muffa deriva da una incorretta manutenzione ordinaria sarà a carico dell’inquilino, viceversa se il problema é strutturale dovrà intervenire il proprietario.

     

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